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	<title>Logo &#8211; cfweb | agenzia di comunicazione</title>
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	<description>Agenzia di comunicazione funzionale</description>
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		<title>5 segnali che il tuo logo è da aggiornare</title>
		<link>https://www.cfweb.it/logo-restyling/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Montesanti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2020 17:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Brand]]></category>
		<category><![CDATA[Brand Identity]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Gogiali]]></category>
		<category><![CDATA[Logo]]></category>
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					<description><![CDATA[Il logo è uno degli elementi più importanti del tuo brand, è anche uno dei modi più diretti e immediati per presentarlo alle persone.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un buon logo può trasmettere al meglio i valori e la personalità del tuo brand, per questo non dovresti mai sottovalutare l’importanza di un logo ben progettato e al passo con i tempi.&nbsp;</p>



<p>Ben pochi loghi rimangono invariati per lunghissimo tempo (ad esempio Apple o Nike):&nbsp;<strong>il tuo logo potrebbe necessitare di un cambiamento per adattarsi ai tempi</strong>, ad esempio maggiore efficacia&nbsp;sotto il profilo comunicativo e maggiore funzionalità.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1000" height="667" src="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/img04.jpg" alt="" class="wp-image-851" srcset="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/img04.jpg 1000w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/img04-300x200.jpg 300w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/img04-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption class="wp-element-caption">Sketch logo redesign</figcaption></figure>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Progettare un logo non è un’operazione semplice ed immediata, richiede tempo e competenze. La progettazione di un logo va affidata ad un professionista, per evitare errori ed avere un risultato ottimale.</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Ma quando il tuo logo ha bisogno di un cambiamento?</h2>



<ol class="wp-block-list">
<li>Quando la tua azienda è cambiata <br>I brand si evolvono rispetto a quando sono stati creati (<em>ad esempio Colgate prima di fare dentifrici produceva candele e sapone</em>). Magari il tuo brand in origine si occupava solo di un determinato settore, ma adesso ti sei ampliato e offri più prodotti e servizi. Potresti aver deciso di puntare su un target di giovani, oppure di farti notare anche da clienti stranieri.&nbsp;Insomma la tua azienda potrebbe non essere la stessa di tanti anni fa: in questo caso, dovresti prendere in considerazione l’idea di aggiornare il logo.<br><img decoding="async" width="1000" height="667" class="wp-image-854" style="width: 1000px;" src="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/img01.jpg" alt="" srcset="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/img01.jpg 1000w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/img01-300x200.jpg 300w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/img01-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br></li>



<li>Quando non è responsive <br>Con logo responsive si intende, un logo capace di adattarsi ad ogni tipo di supporto e situazione. Un logo responsive è&nbsp;riproducibile e leggibile anche su supporti molto piccoli, ad esempio i gadget aziendali quali penne, accendini, spille ecc. È stampabile ovunque senza subire stravolgimenti. <em>Il tuo logo si può stampare su un badge risultando comunque leggibile?</em> Si può stampare con un solo colore? Si può ricamare o mettere in rilievo? Se la risposta a queste domande è no, allora il cambio o <strong>l’aggiornamento del logo è prioritario</strong>.<br></li>



<li>Quando è vecchio e datato <br>Se il tuo logo è stato creato 10 o 20 anni fa, molto probabilmente avrà un aspetto datato. Sono pochi i loghi ancora in grado di risultare efficaci dopo tanti anni, le tecnologie e i supporti cambiano 10/15 anni fa, i loghi non erano progettati per essere visti su smartphone, tablet, smartwatch e social media Quello che poteva apparire come innovativo 15 anni fa, oggi potrebbe sembrare obsoleto. Ora starai pensando “<em>La mia azienda esiste da anni, voglio che i miei clienti riconoscano ancora il mio logo”</em>. Tieni conto che aggiornare il tuo brand mostra ai clienti che stai evolvendo per stare al passo con i tempi, <strong>evitando che la tua immagine risulti obsoleta</strong>. Se i tuoi concorrenti stanno aggiornando i loro loghi e tu no, i consumatori avranno qualcosa con cui confrontare la tua azienda; potresti apparire più “vecchio” rispetto agli altri. Quindi se il tuo logo è vecchio, valuta un cambiamento o un aggiornamento.<br></li>



<li>Quando non rappresenta il tuo brand Potresti essere affezionato al tuo logo, magari tu stesso hai voluto inserire un elemento a cui sei legato, come un animale, un luogo, un oggetto ecc. Tuttavia il logo non deve rappresentare quello che piace a te, ma rappresentare i valori del tuo brand, con gli elementi scelti secondo un criterio. Rifletti su quello che vuoi comunicare. Un esempio è il logo della Puma, il puma non è stato scelto solo perché è un bell’animale, ma perché trasmette velocità, forza, agilità, caratteristiche che un brand sportivo ha interesse a comunicare. <strong>L’aspetto più importante</strong> non è solo quello estetico, ma <strong>quello funzionale</strong>: si potrebbe dire che il logo della Puma è brutto, ma non si può dire che non rappresenti le caratteristiche sopracitate. Sei veramente sicuro che lo stesso ragionamento si possa applicare al tuo logo?  <br><br><img decoding="async" width="1000" height="667" class="wp-image-850" style="width: 1000px;" src="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/img02.jpg" alt="" srcset="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/img02.jpg 1000w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/img02-300x200.jpg 300w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/img02-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br><br><em>Il nostro rebranding ha rivitalizzato l’aspetto del logo di Propet, rendendolo moderno, funzionale e più professionale.</em><br></li>



<li>Il tuo logo è scontato o troppo simile ad altri Ti sarà capitato spesso di vedere pizzerie che come logo hanno una pizza super colorata con tanto di forno e pizzaiolo, oppure di vedere parrucchieri con loghi contenenti forbici, capelli e scritte in corsivo, alcune attività hanno delle figure talmente scontate e ripetitive da rendere difficile la distinzione di una rispetto all’altra. C’è la tendenza ad inserire nei loghi quello che produce l’azienda ma <strong>questo approccio non è sempre necessario</strong>; la tua identità visiva non deve comunicare solo quello che fai, ma anche l’identità del tuo brand, perché è quella che ti distingue dalla concorrenza e ti aiuta ad essere ricordato dalle persone. Inoltre in futuro potresti non produrre più quel determinato prodotto che hai inserito nel logo, con conseguente perdita dell’efficacia comunicativa. Hai notato che molti grandi brand nel loro logo non hanno inserito quello che producono o vendono? <strong>Nike e Puma non hanno scarpe, Starbucks non ha caffè, Canon non ha una macchina fotografica, Audi non ha una macchina.</strong> Se pensi che il tuo logo sia troppo simile ad altri del tuo stesso settore, sicuramente un cambiamento può fare bene alla tua comunicazione visiva. <br></li>
</ol>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="667" src="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/img03.jpg" alt="" class="wp-image-849" srcset="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/img03.jpg 1000w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/img03-300x200.jpg 300w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/img03-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption class="wp-element-caption">Logo Chetesta.it</figcaption></figure>



<hr class="wp-block-separator has-css-opacity"/>



<p>Identità visiva realizzata per Chetesta, la prima agenzia di neuromarketing calabrese. <strong>Il logo</strong>, per essere efficace al 100%, <strong>deve sempre essere accompagnato da un’identità visiva coerente e riconoscibile.&nbsp;</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="825" src="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/img05-1024x825.jpg" alt="" class="wp-image-848" srcset="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/img05-1024x825.jpg 1024w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/img05-300x242.jpg 300w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/img05-768x619.jpg 768w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/img05.jpg 1400w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Brand &#8211; Che testa</figcaption></figure>



<p>Dunque, adesso magari starai ripensando alle parole scritte in questo articolo e stai valutando un cambiamento, per farlo però dovresti affidarti a dei professionisti del settore, non a persone improvvisate, le figure più indicate per progettare un logo sono i graphic designer. <strong>Vale la pena investire nel logo, è uno degli elementi più importanti del tuo brand</strong>.</p>



<p>Il logo da solo tuttavia non basta, ma è necessario creare un’identità visiva completa. Noi di cfweb siamo proprio specializzati in questo, ti aiuteremo a creare o migliorare il tuo brand, il tuo logo, il tuo sito web e i tuoi profili social.</p>



<p><a class="rank-math-link" href="https://www.cfweb.it/contatti.html#formpreventivo">Richiedi un contatto</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché il cliente non ha sempre ragione</title>
		<link>https://www.cfweb.it/perche-il-cliente-non-ha-sempre-ragione/</link>
					<comments>https://www.cfweb.it/perche-il-cliente-non-ha-sempre-ragione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Montesanti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jun 2019 10:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Brand]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Cortese]]></category>
		<category><![CDATA[Logo]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[Come dico spesso: il cliente non ha sempre ragione.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Scioccante?</p></blockquote>



<p>Più scioccante è affermare il contrario e inchiodarselo sulla scrivania su una targhetta d’ottone. <strong>Anche perché è una bugia bella e buona ma in pochi lo direbbero a voce alta</strong>.</p>



<p>
La mia è una definizione onesta e soprattutto generosa. E dico generosa perché assecondare, a tutti i costi, i gusti di un cliente, anche quando questi stridono con le basi della comunicazione come unghie su una lavagna di ardesia, non è una forma di <em>cortesia ma uno sgarbo</em>.
</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="480" height="270" src="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/dottor_house_ops.gif" alt="" class="wp-image-796"/><figcaption>Dottor House che fa ops</figcaption></figure></div>



<p>
<strong>Meglio essere generosi e condividere la verità</strong>, che essere sottomessi a brutte idee solo per paura di perdere un contratto.<br>
Diciamocelo pure in un orecchio: <strong>brutta idea, uguale pessimo risultato</strong>, il che implica la fine di una collaborazione.
</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Ci perdono tutti. Matematico.</p></blockquote>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="563" src="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/ci_perdono_tutti_matematico.jpeg" alt="" class="wp-image-797" srcset="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/ci_perdono_tutti_matematico.jpeg 1000w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/ci_perdono_tutti_matematico-300x169.jpeg 300w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/ci_perdono_tutti_matematico-768x432.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>Bambino matematico</figcaption></figure>



<p>Il cliente <strong>non vuole essere coccolato come fosse in una Spa</strong> ad aspettare la tisana alla betulla, ma indirizzato verso <strong>una strategia vincente</strong> che gli faccia guadagnare credibilità e denaro. E se questo vuol dire <strong>smontare le sue certezze</strong> per sostituirle con altri vestiti che gli calzano decisamente meglio addosso, allora prego, che si proceda senza alzare il piede dall’acceleratore.</p>



<p>Una volta un mio amico, famoso per il suo carattere un pò ruvido, mi raccontò di un cliente che andò nel suo ufficio per una consulenza. Battibeccarono per un pò su vari aspetti di una campagna pubblicitaria. A un certo punto della conversazione il cliente gli fa:<br>
</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>«Sa, devo dirglielo: lei non mi va molto a genio».</p></blockquote>



<p>
E il mio amico gli rispose: <br></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>«Quello simpatico è in fondo alla strada».</p></blockquote>



<p>
Per quanto ne so, non trascorsero mai le vacanze insieme ma lavorano ancora gomito a gomito.<br></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Un caso in cui la regola d’oro, quella scioccante,<br>ha funzionato.</p></blockquote>



<p>Eppure, senza essere smentita, anche questa ha le sue eccezioni. <strong>A volte ha ragione, eccome, il cliente.</strong> Nel campo del cibo, per esempio. Al ristorante un filetto troppo cotto è troppo cotto, un risotto salato è salato e basta. Se ci si siede a tavola con la voglia di uno spaghetto ai frutti di mare, sarà inutile tentare di dissuadere il cliente propinandogli per forza un piatto di escargot, quello si indisporrà, alzandosi e avviandosi verso la porta.<br>
<strong>Avrà anche diritto a scegliere per cosa pagare il conto</strong>.</p>



<p>
Ma per la maggior parte dei rapporti tra cliente e fornitore di servizi, la faccenda cambia. 
</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Di cosa ha bisogno? È la prima domanda. </p></blockquote>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="563" src="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/di_cosa_ha_bisogno.jpeg" alt="" class="wp-image-798" srcset="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/di_cosa_ha_bisogno.jpeg 1000w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/di_cosa_ha_bisogno-300x169.jpeg 300w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/di_cosa_ha_bisogno-768x432.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>Dubbi?</figcaption></figure>



<p>Molto spesso la risposta è vaga: <em>«Non so, mi dica lei»</em>.<br>
Bene, è il momento di dire la nostra e calare le carte per vedere chi bluffa.<br>
A quel punto si aprono più strade. Il cliente ascolta, accoglie le proposte, decide di <strong>affidarsi</strong>. Affidarsi vuol dire avere fiducia. E la fiducia si basa sulla competenze che uno riconosce all’altro. Uno scambio che, quando funziona, <strong>funziona alla grande</strong>. Il risultato è quella che potrei chiamare: una bella mano vincente. 
</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Purtroppo spesso non è così.</p></blockquote>



<p>
La risposta: <em>«Non so, mi dica lei»</em>, può nascondere insidie, più insidie di un fuorigioco al millimetro, più insidie di: <em>«Ho già un bel po’ di spunti trovati su internet che mi dovrete aiutare a sviluppare»</em> (che è un po’ come andare dal parrucchiere con una foto di Giselle Bundchen chiedendo di uscire dalla porta esattamente come lei).
</p>



<p>
Il problema degli spunti che arrivano dai clienti è che la maggior non sono spunti, sono aghi nascosti in una pagnotta. Posso offrire un boccone? E ti trovi con un buco nella lingua. <br>
Perché? Ve lo spiego con un esempio.<br>
</p>



<p>
Un cliente di un’azienda che produce carte da parati, si siede nel mio ufficio, mi chiede di svecchiare l’immagine della sua azienda. Dice che deve allargare il numero dei clienti, che è pronto ad affidarsi (allarme rosso) e mi mostra il suo sito. Menù a tendina <strong>poco funzionale</strong>, testi troppo piccoli e scritti in Comic Sans, un logo che campeggia prepotente e neanche centrato bene.<br>
Dico che dobbiamo rimescolare tutto, ridisegnare gli elementi, studiare un complesso visivo che sia <strong>armonico</strong> e <strong>dia il benvenuto ai navigatori, accompagnandoli per mano</strong>.<br>
Ma no, funziona, è bello, insiste lui. Magari qualche leggero ritocco. Insomma vuole assolutamente che il suo sito resti quello che è, mi chiede solo di arricchirlo di colori e di qualche foto sparsa qui e là. 
</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Ecco, fermiamoci un attimo.<br>Io partirei proprio dal concetto di equilibrio. </p></blockquote>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="563" src="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/equilibrio.jpeg" alt="" class="wp-image-799" srcset="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/equilibrio.jpeg 1000w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/equilibrio-300x169.jpeg 300w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/equilibrio-768x432.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>Tutto in equilibrio</figcaption></figure>



<p>
Un sito web è una nave che deve essere sicura, adatta alle intemperie e anche confortevole per i lunghi viaggi. Proviamo a dare un’occhiata ai maestri della grafica aziendale.<br>
Le illustrazioni di <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="https://wetransfer.com/" target="_blank" rel="noopener nofollow">WeTransfer</a></strong></span> hanno fatto scuola.<br>
Come ha fatto un semplice sito di trasferimento dati a ritagliarsi uno spazio nel web designer? <em>Con un’intuizione. Chi carica un file deve aspettare. E chi aspetta si annoia.</em><br>E invece ecco l’idea: dare al cliente qualcosa di interessante da vedere, leggere, gustare con gli occhi per spezzare l’attesa. Non solo immagini ma anche brevi testi, curiosità. <br>Perfetto. <br>Ha funzionato.<br><br>
Restando nel campo delle immagini, il sito di viaggi <strong><a href="https://www.ifly50.com" target="_blank" rel="noopener nofollow">Ifly50</a></strong> è uno spettacolo per gli occhi e le orecchie ed è concepito come un’esperienza sensoriale vera e propria. T’incanta senza che tu te ne accorga (meglio alzare il volume); invece <strong><a href="http://www.daucy.fr/" target="_blank" rel="noopener nofollow">Daucy</a></strong>, website di gastronomia, punta tutto su uno split screen che cambia colore a seconda dell’ingrediente scelto (quasi lo impiatta davanti agli occhi del visitatore), rendendo la navigazione un gioco.
</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Credete sul serio che il successo di un sito web<br>sia frutto di un caso? Assolutamente.</p></blockquote>



<p>
Giocano in questa partita: intuizione, preparazione ed esperienza, che seguono tre regole: <strong>armonia</strong>, <strong>proporzioni</strong>, <strong>creatività</strong>.
</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>E qual è la maestra dell’armonia e delle proporzioni?<br>La natura. Facile.</p></blockquote>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="563" src="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/armonia_proporzioni.jpeg" alt="" class="wp-image-800" srcset="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/armonia_proporzioni.jpeg 1000w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/armonia_proporzioni-300x169.jpeg 300w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/armonia_proporzioni-768x432.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>Armonia e proporzioni</figcaption></figure>



<p>
Forse non ci avete mai fatto caso, ma la disposizione degli elementi in una pubblicità, manifesto, sito internet di successo, risponde a una logica che scava nelle radici della cultura umana.<br>
<strong>La sezione aurea vi dice niente?</strong> Detta anche “proporzione divina”, viene disegnata usualmente come una chiocciola costruita in base a sezioni modellate sul numero irrazionale phi (1,6180339887…) ed è legata a doppio filo alla sequenza di Fibonacci (il numero seguente è la somma dei due precedenti e così via). <strong>Dan Brown</strong> ci ha montato su un bestseller.<br>
Su queste sezioni si dispongono gli elementi visivi in modo che l’occhio si soffermi esattamente su certi punti creando, appunto, armonia.<br>
Sezione aurea e web design, <strong>un matrimonio d’amore</strong>, ça va sans dire.
</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="563" src="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/logo_apple_proporzioni.jpeg" alt="" class="wp-image-803" srcset="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/logo_apple_proporzioni.jpeg 1000w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/logo_apple_proporzioni-300x169.jpeg 300w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/logo_apple_proporzioni-768x432.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>Tabella proporzioni logo Apple</figcaption></figure>



<p> Quello che provo a spiegare ai miei clienti è che <strong>un lavoro di costruzione grafica</strong> è un lavoro professionale che va svolto secondo <strong>regole</strong> che i più non conoscono ed è per questo che esistono gli <strong>specialisti</strong>. E gli specialisti, indovinate un pò, hanno studiato duro per capire se un colore accanto a un altro, nella home di un <strong>sito internet</strong>, è adeguato a un’azienda di forniture idrauliche o di infissi.<br> Un logo deve letteralmente <strong>“respirare”</strong>, cioè deve avere intorno a sé lo spazio giusto per <strong>catturare l’attenzione che merita</strong>; il font utilizzato per i testi e i titoli, <strong>deve essere adatto al prodotto o al servizio offerto dal sito web</strong> (uno sbagliato può avere, su chi lo guarda, lo stesso effetto di un pianoforte caduto in testa dall’ultimo piano).<br> “Leggere” un sito internet è come leggere un libro, l’occhio scorre da sinistra a destra e un buon web designer deve seguire questo suggerimento, non può abbandonarsi al caso.<br> Dietro a una semplice griglia rossa messa proprio lì, a una foto in bianco e nero su sfondo blu, a un lettering oversize, <strong>si nascondono pagine e pagine di libri firmati da professional designer</strong> che da mezzo secolo, studiano i comportamenti umani, l’occhio, la luce, la <strong><a href="https://www.cfweb.it/psicologia-e-commerce-successo/" class="rank-math-link">psicologia</a></strong> (eh già, psicologia, bussare Freud) perché un colore, una forma, un numero <strong>gioca col nostro cervello anche quando crediamo di avere tutto sotto controllo</strong>. </p>



<p>
Quel contratto con l’azienda di carta da parati non l’ho mai chiuso, l’uomo si è tenuto il suo sito web con il super logo e va bene così.<br>
<em>Lui ha ragione, io ho ragione, uno dei due mente, indovinate chi.</em>
</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="480" height="270" src="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/dottor_house_chi_lo_sa.gif" alt="" class="wp-image-802"/><figcaption>Dottor House</figcaption></figure></div>
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