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	<title>Francesco Cortese &#8211; cfweb | agenzia di comunicazione</title>
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	<description>Agenzia di comunicazione funzionale</description>
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		<title>Dallo stalking dei cookie alla app immuni</title>
		<link>https://www.cfweb.it/app-immuni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Montesanti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2020 15:56:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Cortese]]></category>
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					<description><![CDATA[Clicca sempre “ok” su accetta]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">“Non so leggere ma intuisco”. Lo diceva Totò. Una bella frase da inserire nel blog. Pertinente. Ma prima, per scrupolo, verifico che sia corretta. Chiedo a Google. Google mi sviscera il primo risultato utile. Clicco per leggere. Ma prima, si alza la rete dei <strong>cookie</strong>, lenta, dal fondo dello schermo. Un filo spinato giallolimone, un monolite di cemento con una faccina sorridente sopra e milioni di righe compresse in un filo che da lontano sembra un capello e invece contiene più caratteri di cento spiegazioni del MES a Flavia Vento (con risposte annesse).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se non accetto i cookie, la barretta rimane lì, mi fissa per solleticare il mio senso di colpa, la mia attitudine all’ordine.<br><br><strong>Mi disturba, ecco.</strong><br><br>Perché non la pianta di esserci, ed è come lavorare con qualcuno alle spalle che promette di non dare fastidio e invece ne dà di fastidio, eccome.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1000" height="563" src="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/accetto_tutto.jpg" alt="" class="wp-image-831" srcset="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/accetto_tutto.jpg 1000w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/accetto_tutto-300x169.jpg 300w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/accetto_tutto-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption class="wp-element-caption">Accetto tutto</figcaption></figure>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">E allora accetto. Come tutti. Inutile opporre resistenza.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Per la maggior parte delle persone i cookie potrebbero essere cambiali, promesse di regalare un rene, un molare, un dito al primo che citofona per chiedere di aprire il portone perché ha scordato le chiavi.<br><br>Si accetta per sfinimento, per la logica del “tanto che mi può succedere?”.<br><br>E poi ci sono le <strong>app</strong>. Milioni di app. Ci piacciono, le scarichiamo, le usiamo e le condividiamo anche.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Ma quante persone hanno mai letto le condizioni contrattuali prima di cominciare ad applicare filtri alle proprie foto come se non ci fosse un domani?</p>
</blockquote>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1000" height="563" src="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/filtri_foto_selfie.jpg" alt="" class="wp-image-832" srcset="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/filtri_foto_selfie.jpg 1000w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/filtri_foto_selfie-300x169.jpg 300w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/filtri_foto_selfie-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption class="wp-element-caption">Selfie</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Stessa risposta di sopra riguardo alla <strong>policy dei cookie</strong>.<br>Nessuna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche i più volenterosi, alla centoquindicesima riga, composta da parole grandi quanto un quark, si sono arresi. E hanno cliccato “ok”, accetto tutto, firmo tutto, non leggo niente e al diavolo la bugiardina delle app o il rush cutaneo mi verrà sul serio ma per il nervoso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’artista <strong>Dima Yarovinsky</strong> delle condizioni contrattuali fiume dei social ne ha fatto un’opera, si chiama <strong>“I agree”</strong>, e l’ha realizzata per il corso di infografica dell’Accademia di belle arti di Gerusalemme.<br><br>Una cascata di colore composta da tante stringhe la cui lunghezza è determinata dal numero di parole e dal tempo di lettura necessario dei contratti social più popolari. <strong>La colonna più generosa è quella di Instagram, ben 17.161 parole tra condizioni e corollari</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="images/notizie/2020/05/app_immuni/dima_yarovinsky_i_agree.jpg" alt="Dallo stalking dei cookie alla app immuni. Clicca sempre “ok” su accetta"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Qualche mese fa, dopo l’impazzare del social di ritocco foto <strong>Face App</strong>, quello che invecchia ogni volto in modo molto verosimile, è scoppiato lo scandalo.<br>Un giornalista americano si era imbarcato a leggere le <strong>condizioni contrattuali della app russa</strong> che, udite udite, prevedevano la possibilità da parte degli sviluppatori di <strong>raccogliere e conservare i dati degli utenti anche senza consenso</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1000" height="563" src="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/dima_yarovinsky_i_agree.jpg" alt="" class="wp-image-833" srcset="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/dima_yarovinsky_i_agree.jpg 1000w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/dima_yarovinsky_i_agree-300x169.jpg 300w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/dima_yarovinsky_i_agree-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption class="wp-element-caption">Dima Yarovinsky &#8211; I agree</figcaption></figure>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Scandalo universale.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Minacce di <strong>class action</strong>, esposti al <strong>Codacons</strong>, post stizziti incollati su Facebook, Instagram, Whatsapp, tutti social a cui siamo iscritti e che, giorno dopo giorno, ci ascoltano e convertono anche i nostri pensieri in consigli pubblicitari, in apparizione mistica sulle bacheche un secondo dopo aver riflettuto sull’opportunità di comprare quel rullo per verniciare antigoccia, come se avessimo un microchip piantato nel molare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto questo mentre altre app, come quelle del traffico, dell’allenamento, della bolletta del gas, dello Yoga, delle Mappe collegate al GPS, perennemente, <strong>focalizzano la nostra posizione esatta al millesimo di secondo</strong>.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">L’ultima follia in tema di tutela della privacy de noantri è scattata con la app Immuni</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Quella che dovrebbe stilare una sorte di <strong>diario clinico personale per aiutarci a combattere la diffusione del virus</strong>. Ne è scaturito un dibattito tra costituzionalisti di Facebook, che per qualche giorno hanno abbandonato il camice da virologi, per immedesimarsi in dotti conoscitori del Diritto.<br><br>Dunque va bene tutto, va bene <strong>accettare i cookie</strong> ché tanto i biscotti non fanno mai male, va bene scaricare e saltare tutta la parte della <strong>privacy</strong> che rallenta la nostra voglia di arrivare al terzo livello del gioco della macchinina, va bene in fondo cedere faccia e <strong>dati alla app</strong> russa ché un popolo cresciuto a vodka non può essere tanto cattivo, va bene anche lasciare che la <strong>fotocamera si accenda senza che tu te ne accorga</strong> filmandoti nei tuoi momenti più intimi, <strong>ma no all’unica app che ti può salvare, perché?</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Perché lede la privacy.</p>
</blockquote>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="563" src="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/scandalo_app_immuni.jpg" alt="" class="wp-image-835" srcset="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/scandalo_app_immuni.jpg 1000w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/scandalo_app_immuni-300x169.jpg 300w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/scandalo_app_immuni-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption class="wp-element-caption">Scandalo per l&#8217;app immuni</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La privacy, quella a cui si rinuncia in mezzo secondo per giocare a Candy Crush.<br><br>Il problema di fondo è che <strong>non si può ledere ciò che non esiste più</strong> da quando abbiamo messo la prima faccina sorridente sul gioco che ti dice che personaggio storico sei stato in passato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lo diciamo spesso ai nostri clienti:</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Se un programma, una app o un social sono gratuiti, vuol dire che il loro costo sono i tuoi dati</p>
</blockquote>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="563" src="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/privacy_policy.jpg" alt="" class="wp-image-836" srcset="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/privacy_policy.jpg 1000w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/privacy_policy-300x169.jpg 300w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/privacy_policy-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption class="wp-element-caption">Privacy policy</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Un pò come nel poker: se ti siedi a un a tavolo e non trovi il pollo, vuol dire che il pollo sei tu.<br>E intanto, ora che finite di leggere, <strong>ricordate di accettare i cookie</strong>, perché loro lo sanno che non avete ancora cliccato su “ok”, sanno sempre tutto.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Profondo blu</title>
		<link>https://www.cfweb.it/profondo-blu/</link>
					<comments>https://www.cfweb.it/profondo-blu/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Montesanti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Dec 2019 16:48:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Brand]]></category>
		<category><![CDATA[Brand Identity]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Cortese]]></category>
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					<description><![CDATA[Un colore da smoking. Non è nero. È blu. Blu? Chi diavolo fa uno smoking blu? Armani.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Steve Martin ne “Il padre della sposa” scopre con sgomento che il completo scelto per accompagnare la figlia all’altare non è nero, ma blu. <strong>Pantone</strong>, tuttavia, all’epoca non aveva ancora deciso che il <strong>blu</strong> era cosa buona e giusta, e così da scelta potenzialmente à la page quella tinta è diventata una battuta da commedia.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Il cinema ama il blu.</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">David Lynch ha scritto con il blu uno dei suoi film cult, associandolo al velluto e all’incarnato lunare di Isabella Rossellini, Kieślowski ha dedicato al blu un capitolo della sua trilogia, Madonna ha cantato il suo amore per Sean Penn confidando a mezzo mondo: True blue, baby I love you… e sappiamo tutti com’è finita.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Blu è sempre di moda</strong> perché non è di moda mai, è sempre lì nel cassetto, nei foulard, nei titoli, dentro le linee di <strong>Facebook</strong>, nelle schermate di <strong>Twitter</strong>, nelle raccolte di documenti sul <strong>Mac</strong>, negli ombretti perlage delle casalinghe, nei capelli di Loredana Bertè, nella nostalgia perduta immersa nell’Angelo Azzurro (il cocktail, non il film), nella domanda nei camerini (vedi Stevie sopra): «Ma è blu o nero? ché non ci vedo bene».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Blu è come Parigi, <strong>è sempre una buona idea</strong>, laddove il bianco è troppo bianco, il nero troppo <a href="https://www.facebook.com/onoranzefunebritaffo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow"><strong>Taffo</strong></a>, arriva il blu: democratico, sommesso, elegante, educato.<br>Non spinge, non urta, non sporca, non stona.<br>È la Cadillac dei colori, <strong>il più rispettato</strong>, <strong>autorevole e non autoritario</strong>, con personalità e senza acciacchi. È il primo in classifica, mai in zona retrocessione, fa una vita da mediano e non sbaglia un passaggio neanche da zoppo; è quello grande della comitiva che ti vede e ti arruffa i capelli chiamandoti col diminutivo, è il regista e non il produttore, il vinile e non il cd, quello a cui si conserva il posto col cappello.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>È troppo? Allora lasciamo il campo delle metafore e andiamo all’azzardo.</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Come giustificare la scelta di <strong>Pantone</strong> di rispolverare il <strong>Blu Classic come colore dell’anno</strong>? Forse grazie alla “regola del numero 23”.<br>Cos’è?<br>La ricerca ossessiva della conferma di una propria convinzione. Jim Carrey, nel film di Joel Schumacher si sente perseguitato dal numero 23 al punto da trovare riferimenti continui a quel numero.<br>Torniamo al nostro caso.<br>Dunque perché blu? Ecco la risposta.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>La scelta di Pantone non è casuale, anzi, nasconde temi scottanti.</p></blockquote>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="563" src="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/profondo_blu_pantone_2020.jpg" alt="" class="wp-image-820" srcset="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/profondo_blu_pantone_2020.jpg 1000w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/profondo_blu_pantone_2020-300x169.jpg 300w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/profondo_blu_pantone_2020-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>Colore Pantone 2020 &#8211; Classic Blue</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Scopriamoli insieme.<br>Greta Thunberg (personaggio dell’anno) attraversa, per la sua campagna contro l’inquinamento, l’Atlantico in barca a vela. Il mare è blu. Un caso?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Doppietta inglese. Dolce novità nel matrimonio tra il principe Harry e l’attrice Meghan Markle, (cognata di Kate Middleton, che, guarda caso, ostenta negli abiti che indossa, spesso e volentieri il suo colore preferito: il blu): è nato un maschietto, Archie, e su Buckingham Palace ecco spuntare un fiocco, blu, naturalmente.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Sempre una coincidenza? Non credo proprio.</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Donald Trump, finisce sotto impeachment. Lui è il presidente degli Stati Uniti e sulla bandiera degli States c’è, ma guarda che casualità, un cielo stellato e il fondale è, indovinate, blu.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre parlando di cielo, nell’ultimo anno la volta celeste ha svelato la prima immagine del buco nero M87, rilevata dall’Event horizon telescope. E quale colore si associa nella consuetudine popolare al cielo? Il blu, of course.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>È un pò tirare la corda? Forse.</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Ma riempire di contenuti, significati profondi, <strong>una scelta puramente commerciale</strong>, aiuta a far diventare il mondo un posto più romantico. La campagna di <strong>Pantone è tutto sommato di comodo</strong>, un escamotage per tirare fuori dall’armadio qualcosa che non si usa più e <strong>farlo passare per novità</strong>. Niente dietrologie, niente number 23. Anche se… anche se, provate a sommare i numeri singoli del codice <strong>Pantone del Classic Blu: 19-40 52</strong>. Indovinate quanto fa?</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Vabbè, fa 21. Però quasi 23, dai.</p></blockquote>
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		<title>Perché il cliente non ha sempre ragione</title>
		<link>https://www.cfweb.it/perche-il-cliente-non-ha-sempre-ragione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Montesanti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jun 2019 10:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[Come dico spesso: il cliente non ha sempre ragione.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Scioccante?</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Più scioccante è affermare il contrario e inchiodarselo sulla scrivania su una targhetta d’ottone. <strong>Anche perché è una bugia bella e buona ma in pochi lo direbbero a voce alta</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">
La mia è una definizione onesta e soprattutto generosa. E dico generosa perché assecondare, a tutti i costi, i gusti di un cliente, anche quando questi stridono con le basi della comunicazione come unghie su una lavagna di ardesia, non è una forma di <em>cortesia ma uno sgarbo</em>.
</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="480" height="270" src="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/dottor_house_ops.gif" alt="" class="wp-image-796"/><figcaption>Dottor House che fa ops</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">
<strong>Meglio essere generosi e condividere la verità</strong>, che essere sottomessi a brutte idee solo per paura di perdere un contratto.<br>
Diciamocelo pure in un orecchio: <strong>brutta idea, uguale pessimo risultato</strong>, il che implica la fine di una collaborazione.
</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Ci perdono tutti. Matematico.</p></blockquote>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="563" src="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/ci_perdono_tutti_matematico.jpeg" alt="" class="wp-image-797" srcset="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/ci_perdono_tutti_matematico.jpeg 1000w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/ci_perdono_tutti_matematico-300x169.jpeg 300w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/ci_perdono_tutti_matematico-768x432.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>Bambino matematico</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il cliente <strong>non vuole essere coccolato come fosse in una Spa</strong> ad aspettare la tisana alla betulla, ma indirizzato verso <strong>una strategia vincente</strong> che gli faccia guadagnare credibilità e denaro. E se questo vuol dire <strong>smontare le sue certezze</strong> per sostituirle con altri vestiti che gli calzano decisamente meglio addosso, allora prego, che si proceda senza alzare il piede dall’acceleratore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta un mio amico, famoso per il suo carattere un pò ruvido, mi raccontò di un cliente che andò nel suo ufficio per una consulenza. Battibeccarono per un pò su vari aspetti di una campagna pubblicitaria. A un certo punto della conversazione il cliente gli fa:<br>
</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>«Sa, devo dirglielo: lei non mi va molto a genio».</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">
E il mio amico gli rispose: <br></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>«Quello simpatico è in fondo alla strada».</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">
Per quanto ne so, non trascorsero mai le vacanze insieme ma lavorano ancora gomito a gomito.<br></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Un caso in cui la regola d’oro, quella scioccante,<br>ha funzionato.</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, senza essere smentita, anche questa ha le sue eccezioni. <strong>A volte ha ragione, eccome, il cliente.</strong> Nel campo del cibo, per esempio. Al ristorante un filetto troppo cotto è troppo cotto, un risotto salato è salato e basta. Se ci si siede a tavola con la voglia di uno spaghetto ai frutti di mare, sarà inutile tentare di dissuadere il cliente propinandogli per forza un piatto di escargot, quello si indisporrà, alzandosi e avviandosi verso la porta.<br>
<strong>Avrà anche diritto a scegliere per cosa pagare il conto</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">
Ma per la maggior parte dei rapporti tra cliente e fornitore di servizi, la faccenda cambia. 
</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Di cosa ha bisogno? È la prima domanda. </p></blockquote>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="563" src="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/di_cosa_ha_bisogno.jpeg" alt="" class="wp-image-798" srcset="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/di_cosa_ha_bisogno.jpeg 1000w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/di_cosa_ha_bisogno-300x169.jpeg 300w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/di_cosa_ha_bisogno-768x432.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>Dubbi?</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Molto spesso la risposta è vaga: <em>«Non so, mi dica lei»</em>.<br>
Bene, è il momento di dire la nostra e calare le carte per vedere chi bluffa.<br>
A quel punto si aprono più strade. Il cliente ascolta, accoglie le proposte, decide di <strong>affidarsi</strong>. Affidarsi vuol dire avere fiducia. E la fiducia si basa sulla competenze che uno riconosce all’altro. Uno scambio che, quando funziona, <strong>funziona alla grande</strong>. Il risultato è quella che potrei chiamare: una bella mano vincente. 
</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Purtroppo spesso non è così.</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">
La risposta: <em>«Non so, mi dica lei»</em>, può nascondere insidie, più insidie di un fuorigioco al millimetro, più insidie di: <em>«Ho già un bel po’ di spunti trovati su internet che mi dovrete aiutare a sviluppare»</em> (che è un po’ come andare dal parrucchiere con una foto di Giselle Bundchen chiedendo di uscire dalla porta esattamente come lei).
</p>



<p class="wp-block-paragraph">
Il problema degli spunti che arrivano dai clienti è che la maggior non sono spunti, sono aghi nascosti in una pagnotta. Posso offrire un boccone? E ti trovi con un buco nella lingua. <br>
Perché? Ve lo spiego con un esempio.<br>
</p>



<p class="wp-block-paragraph">
Un cliente di un’azienda che produce carte da parati, si siede nel mio ufficio, mi chiede di svecchiare l’immagine della sua azienda. Dice che deve allargare il numero dei clienti, che è pronto ad affidarsi (allarme rosso) e mi mostra il suo sito. Menù a tendina <strong>poco funzionale</strong>, testi troppo piccoli e scritti in Comic Sans, un logo che campeggia prepotente e neanche centrato bene.<br>
Dico che dobbiamo rimescolare tutto, ridisegnare gli elementi, studiare un complesso visivo che sia <strong>armonico</strong> e <strong>dia il benvenuto ai navigatori, accompagnandoli per mano</strong>.<br>
Ma no, funziona, è bello, insiste lui. Magari qualche leggero ritocco. Insomma vuole assolutamente che il suo sito resti quello che è, mi chiede solo di arricchirlo di colori e di qualche foto sparsa qui e là. 
</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Ecco, fermiamoci un attimo.<br>Io partirei proprio dal concetto di equilibrio. </p></blockquote>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="563" src="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/equilibrio.jpeg" alt="" class="wp-image-799" srcset="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/equilibrio.jpeg 1000w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/equilibrio-300x169.jpeg 300w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/equilibrio-768x432.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>Tutto in equilibrio</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">
Un sito web è una nave che deve essere sicura, adatta alle intemperie e anche confortevole per i lunghi viaggi. Proviamo a dare un’occhiata ai maestri della grafica aziendale.<br>
Le illustrazioni di <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="https://wetransfer.com/" target="_blank" rel="noopener nofollow">WeTransfer</a></strong></span> hanno fatto scuola.<br>
Come ha fatto un semplice sito di trasferimento dati a ritagliarsi uno spazio nel web designer? <em>Con un’intuizione. Chi carica un file deve aspettare. E chi aspetta si annoia.</em><br>E invece ecco l’idea: dare al cliente qualcosa di interessante da vedere, leggere, gustare con gli occhi per spezzare l’attesa. Non solo immagini ma anche brevi testi, curiosità. <br>Perfetto. <br>Ha funzionato.<br><br>
Restando nel campo delle immagini, il sito di viaggi <strong><a href="https://www.ifly50.com" target="_blank" rel="noopener nofollow">Ifly50</a></strong> è uno spettacolo per gli occhi e le orecchie ed è concepito come un’esperienza sensoriale vera e propria. T’incanta senza che tu te ne accorga (meglio alzare il volume); invece <strong><a href="http://www.daucy.fr/" target="_blank" rel="noopener nofollow">Daucy</a></strong>, website di gastronomia, punta tutto su uno split screen che cambia colore a seconda dell’ingrediente scelto (quasi lo impiatta davanti agli occhi del visitatore), rendendo la navigazione un gioco.
</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Credete sul serio che il successo di un sito web<br>sia frutto di un caso? Assolutamente.</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">
Giocano in questa partita: intuizione, preparazione ed esperienza, che seguono tre regole: <strong>armonia</strong>, <strong>proporzioni</strong>, <strong>creatività</strong>.
</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>E qual è la maestra dell’armonia e delle proporzioni?<br>La natura. Facile.</p></blockquote>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="563" src="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/armonia_proporzioni.jpeg" alt="" class="wp-image-800" srcset="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/armonia_proporzioni.jpeg 1000w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/armonia_proporzioni-300x169.jpeg 300w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/armonia_proporzioni-768x432.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>Armonia e proporzioni</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">
Forse non ci avete mai fatto caso, ma la disposizione degli elementi in una pubblicità, manifesto, sito internet di successo, risponde a una logica che scava nelle radici della cultura umana.<br>
<strong>La sezione aurea vi dice niente?</strong> Detta anche “proporzione divina”, viene disegnata usualmente come una chiocciola costruita in base a sezioni modellate sul numero irrazionale phi (1,6180339887…) ed è legata a doppio filo alla sequenza di Fibonacci (il numero seguente è la somma dei due precedenti e così via). <strong>Dan Brown</strong> ci ha montato su un bestseller.<br>
Su queste sezioni si dispongono gli elementi visivi in modo che l’occhio si soffermi esattamente su certi punti creando, appunto, armonia.<br>
Sezione aurea e web design, <strong>un matrimonio d’amore</strong>, ça va sans dire.
</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="563" src="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/logo_apple_proporzioni.jpeg" alt="" class="wp-image-803" srcset="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/logo_apple_proporzioni.jpeg 1000w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/logo_apple_proporzioni-300x169.jpeg 300w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/logo_apple_proporzioni-768x432.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>Tabella proporzioni logo Apple</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"> Quello che provo a spiegare ai miei clienti è che <strong>un lavoro di costruzione grafica</strong> è un lavoro professionale che va svolto secondo <strong>regole</strong> che i più non conoscono ed è per questo che esistono gli <strong>specialisti</strong>. E gli specialisti, indovinate un pò, hanno studiato duro per capire se un colore accanto a un altro, nella home di un <strong>sito internet</strong>, è adeguato a un’azienda di forniture idrauliche o di infissi.<br> Un logo deve letteralmente <strong>“respirare”</strong>, cioè deve avere intorno a sé lo spazio giusto per <strong>catturare l’attenzione che merita</strong>; il font utilizzato per i testi e i titoli, <strong>deve essere adatto al prodotto o al servizio offerto dal sito web</strong> (uno sbagliato può avere, su chi lo guarda, lo stesso effetto di un pianoforte caduto in testa dall’ultimo piano).<br> “Leggere” un sito internet è come leggere un libro, l’occhio scorre da sinistra a destra e un buon web designer deve seguire questo suggerimento, non può abbandonarsi al caso.<br> Dietro a una semplice griglia rossa messa proprio lì, a una foto in bianco e nero su sfondo blu, a un lettering oversize, <strong>si nascondono pagine e pagine di libri firmati da professional designer</strong> che da mezzo secolo, studiano i comportamenti umani, l’occhio, la luce, la <strong><a href="https://www.cfweb.it/psicologia-e-commerce-successo/" class="rank-math-link">psicologia</a></strong> (eh già, psicologia, bussare Freud) perché un colore, una forma, un numero <strong>gioca col nostro cervello anche quando crediamo di avere tutto sotto controllo</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">
Quel contratto con l’azienda di carta da parati non l’ho mai chiuso, l’uomo si è tenuto il suo sito web con il super logo e va bene così.<br>
<em>Lui ha ragione, io ho ragione, uno dei due mente, indovinate chi.</em>
</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="480" height="270" src="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/dottor_house_chi_lo_sa.gif" alt="" class="wp-image-802"/><figcaption>Dottor House</figcaption></figure></div>
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		<title>Osare con il colore: si o no?</title>
		<link>https://www.cfweb.it/osare-con-il-colore-si-o-no/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Montesanti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Mar 2019 09:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Brand]]></category>
		<category><![CDATA[Brand Identity]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Cortese]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[Piccolo vademecum per un uso consapevole.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Torniamo a parlare di colore; qualche tempo fa avevamo scritto del colore pantone del 2019: il &#8220;<strong><a href="https://www.cfweb.it/colore-pantone-2019/" class="rank-math-link">Living Coral</a></strong>&#8220;, ovvero un corallo vivo acceso che presuppone un anno di scelte cromatiche con un occhio di riguardo rivolto alla natura e alle sue bellezze. Ma il colore, pantone o meno, è da sempre elemento fondamentale nelle scelte grafiche e di brand, perché le tonalità e le sfumature che si scelgono e si mescolano determinano, agli occhi del cliente, il carattere di ciò che si osserva, diventando esso stesso elemento distintivo del brand (rosso Ferrari, azzurro Facebook, solo per citare due esempi).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tutto dipende da come decidiamo di mixare i <strong>tre colori primari</strong>, ovvero il giallo, il rosso magenta ed il blu cyan. Da qui si sviluppano le infinite sfumature e tonalità che il nostro occhio può percepire e che formano il cerchio cromatico, che, avendolo davanti, anche visivamente, può aiutare nella scelta di composizioni equilibrate.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="563" src="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/colori_primari.jpg" alt="" class="wp-image-765" srcset="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/colori_primari.jpg 1000w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/colori_primari-300x169.jpg 300w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/colori_primari-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>Colori primari</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nel passaggio dal cerchio cromatico alla sfera, ovvero ad una tridimensionalità del colore in cui il cerchio viene ad essere l’equatore della <strong>sfera cromatica</strong> che si crea aggiungendo ai poli il bianco ed il nero, i due colori acromatici. Da qui dunque avremo tutte le scale cromatiche possibili di tutte le varietà di colori presenti all’interno della sfera. Nell’asse verticale della sfera, inoltre, andando verso il polo in alto, rappresentato dal bianco, ci saranno tutte <strong>le tinte</strong> (i colori pastello ovvero le tonalità di colori primaverili che hanno il bianco al loro interno), viceversa verso l’altro polo, rappresentato dal nero, si troveranno <strong>le sfumature</strong> (i colori ingrigiti con tonalità dunque autunnali).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Seguendo questa scala e queste gradazioni, giocare con il colore ed anche osare diventerà un esercizio quotidiano, ma bisogna stare attenti. Anche i colori, infatti, hanno un loro <strong>peso ottico</strong> ed una <strong>differenza di luminosità</strong> da dosare; il sapersi districare tra toni freddi e toni caldi non è semplice. Per trovare ad esempio l’equilibrio tra un viola, che è un colore pesante, ed un giallo che viceversa è la luce, bisogna tenere a mente che il rapporto che intercorre tra i due colori è di 1/6, ovvero una parte del primo corrisponde a sei parti del secondo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="563" src="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/armonia_cromatica.jpg" alt="" class="wp-image-766" srcset="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/armonia_cromatica.jpg 1000w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/armonia_cromatica-300x169.jpg 300w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/armonia_cromatica-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>Armonia cromatica</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta da operare infatti è anche quella se lavorare in <strong>armonia</strong>, ovvero con colori vicini all’interno del cerchio cromatico o optare per un <strong>contrasto</strong>, andando a prendere colori che si trovano su punti opposti del cerchio. Oppure si può decidere di osare ancora di più con un <strong>contrasto di simultaneità</strong>: cioè scegliendo di inserire nel nostro progetto due contrasti di continuità, ad esempio una grande quantità di giallo e poi una piccola di blu viola e rosso viola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma attenzione, da tempi antichissimi l’uomo ha associato ad ogni colore anche un suo significato (il rosso forza e passione o il verde natura e rilassatezza, ad esempio) ciò ha fatto si che nel tempo le scelte cromatiche abbiano iniziato a dettare i nostri acquisiti. Pablo Picasso diceva che «i colori, come i lineamenti, seguono i cambiamenti delle emozioni» e questo concetto può essere perfettamente adattato alla grafica pubblicitaria. Negli ultimi anni infatti, grazie al <strong>neuromarketing</strong>, molto si è scritto, e tanto altro si è detto. La <strong>psicologia del colore</strong>, pur non essendo una scienza esatta, e non potrebbe essere altrimenti dovendo basarsi sulle sensazioni provate dai singoli individui, è uno dei temi più collegati al <strong>branding</strong>. Il consiglio dunque è che nella costruzione del brand, oltre alla <strong><a href="https://www.cfweb.it/scegliere-nome-nuovo-brand/" class="rank-math-link">scelta del nome</a></strong>, è fondamentale scegliere il giusto colore con il quale rappresentare il tuo marchio. Come dimostra uno studio dal titolo “Impatto del colore nel Marketing” condotto nell’Università di Winnipeg in Canada, <strong>fino al 90% dei giudizi affrettati che vengono fatti sui prodotti, si basano solamente sul colore</strong>. Ciò significa che i colori influenzano il modo in cui i consumatori percepiscono la “personalità” del marchio in questione</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="563" src="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/brand_colori.jpg" alt="" class="wp-image-767" srcset="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/brand_colori.jpg 1000w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/brand_colori-300x169.jpg 300w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/brand_colori-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>Brand e colori</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Imparare ad utilizzare il colore conoscendone gli effetti è sicuramente una componente fondamentale del marketing, come della grafica pubblicitaria. Da tutto questo si deduce certamente che all’inizio di ogni progetto <strong>grafico</strong> è fondamentale partire da un’attenta analisi dei colori utilizzati giocando con l’istinto e la fantasia.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Per rispondere alla domanda iniziale, il colore è nostro alleato, quindi: osare ma con cura.</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Si ringrazia <a href="https://www.giannicortese.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Gianni Cortese</a> per la giornata formativa sul colore.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Il colore Pantone del nuovo anno (2019)</title>
		<link>https://www.cfweb.it/colore-pantone-2019/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Montesanti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jan 2019 17:57:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Cortese]]></category>
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					<description><![CDATA[Il colore Pantone del nuovo anno rispecchia la natura e la bellezza del fondale marino.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Siamo nel 2019, ad un passo dal primo ventennio del nuovo millennio, l&#8217;anno del giro di boa. Ben arrivati. Succede che in questi momenti le costellazioni si allineano, la luna si gonfia e le mode cambiano. Cambiano le filosofie che spingono il mondo, nascono nuove sensibilità verso tematiche sociali e ambientali, e in tutta questa baraonda rivoluzionaria c&#8217;è una novità. Un nuovo colore, o meglio il colore del nuovo anno. Chi non si è mai innamorato di un colore: <em>&#8220;Lo voglio di quel colore!&#8221;</em>. Illuminano e riempiono le case, le strade, le cose, la natura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E allora quale sarà la tinta del nuovo anno appena giunto?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>&#8220;Living Coral&#8221; è il colore pantone del 2019</strong>, un corallo vivo acceso, per intenderci. E proprio quel colore pescato dai fondali del mare ci suggerisce che sarà un anno rivolto alla natura e alla sua bellezza.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="294" src="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/img_colori_pantone.jpg" alt="" class="wp-image-727" srcset="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/img_colori_pantone.jpg 1000w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/img_colori_pantone-300x88.jpg 300w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/img_colori_pantone-768x226.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>Colore pantone 2019</figcaption></figure>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>&#8220;Socievole e vivace, pantone 16-1546 Living Coral invita con la sua natura coinvolgente ad attività spensierate&#8230; Simboleggia la nostra necessità innata di ottimismo e allegri passatempi e incarna il nostro desiderio di espressione giocosa&#8230; Con l’invasione della tecnologia digitale e i social media sempre più parte integrante della nostra quotidianità, ricerchiamo esperienze autentiche e coinvolgenti che consentano di instaurare legami personali e intimità&#8230; Questa tonalità vivificante ed effervescente incanta l’occhio e la mente. Al centro del nostro vivido ecosistema cromatico naturale, Pantone Living Coral ricorda come le barriere coralline siano un variegato caleidoscopio di colori.&#8221; (Pantone, sito web ufficiale).</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta del colore dell&#8217;anno non è casuale, ma è un&#8217;attenta analisi di tendenze e influssi in diversi settori della società. Ci sono degli esperti addetti a tale compito, coinvolti nella ricerca delle nuove influenze in tema di colori.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="175" src="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/img_colori_pantone_tutti.jpg" alt="" class="wp-image-728" srcset="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/img_colori_pantone_tutti.jpg 1000w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/img_colori_pantone_tutti-300x53.jpg 300w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/img_colori_pantone_tutti-768x134.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>Ultime palette dei colori pantone</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Sono quasi vent&#8217;anni che l&#8217;azienda decreta il colore dell&#8217;anno. Il primo <strong>&#8220;color of the year&#8221;</strong> è stato il <em>&#8220;Celurean&#8221;</em> nel 2000, poi di seguito il <em>&#8220;Fuchsia Rose&#8221;</em>, il <em>&#8220;True Red&#8221;</em>, l&#8217;<em>&#8220;Acqua Sky&#8221;</em> e così via.<br>Nel 2016, caso particolare, i colori dell&#8217;anno eletti sono stati due: il <em>&#8220;Rose Quartz&#8221;</em> e il <em>&#8220;Serenity&#8221;</em>. Questa iniziativa ha avuto un seguito non solo nel mondo della grafica o della stampa. Ad essere influenzate sono stati i settori della moda, della cosmesi, dell&#8217;arredo e del design in particolare. E&#8217; stata Sephora, ad esempio, ad utilizzare <em>&#8220;Tangerine Tango&#8221;</em> il colore dell&#8217;anno 2012. L&#8217;idea alla base dei colori pantone era semplice. Mettere in ordine l&#8217;infinità di sfumature che ci sono nel mondo, dargli un nome e un codice identificativo, così da rendere semplice la loro individuazione e il loro utilizzo. Quante tonalità di giallo, di rosso o di blu conosciamo? La Pantone Inc. è l&#8217;azienda che ha creato questa classificazione dei colori con codice. Negli ultimi anni Pantone è diventato un brand che fa oggetti e merchandising che riproducono le palette dei propri colori, su magliette, poltrone, borse.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Perché poi tanto clamore per un colore?</strong> Perché nella realtà esiste poco di così magico quanto i colori, ricchi di significato e simbologia. Sin dall&#8217;antichità la ricerca del colore era indispensabile per svariate ragioni, dall&#8217;utilità intrinseca, al decoro. I colori si estraevano dalla natura, e alcuni di questi erano preziosi come il rosso porpora, estratto dalla secrezione di alcuni molluschi marini, o il blu oltremare, anticamente ottenuto dai lapislazzuli, una pietra semi preziosa. Non vi era altro modo per ottenerli. Così chi poteva permettersi di affrescare con pigmenti preziosi, otteneva immagini che avrebbero fatto la storia dell&#8217;arte.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="563" src="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/steve-mccurry-ragazza-afghana.jpg" alt="" class="wp-image-729" srcset="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/steve-mccurry-ragazza-afghana.jpg 1000w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/steve-mccurry-ragazza-afghana-300x169.jpg 300w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/steve-mccurry-ragazza-afghana-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>Steve McCurry, la ragazza afghana</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il colore ha la forza, se utilizzato in un certo modo, di diventare forte elemento di identità e unicità, così è stato per molti pittori, ma anche per grandi fotografi , uno su tutti <strong>Steve McCurry</strong> con la sua pellicola Kodachrome. Sicuramente tutti ricorderemo la ragazza dagli occhi verdi fotografata da Steve nel 1984 in Pakistan. Il colore è utilizzato dal fotografo in modo sapiente per trasmettere esperienze tattili degli oggetti, delle persone e degli ambienti fotografati. Per infondere sensazioni ed esaltare alcune atmosfere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Alla ricerca del colore</strong> nel secolo scorso si è messa la tecnologia con le pellicole cinematografiche e poi la TV. Oltre le persone anche <strong>i marchi hanno dei colori che li contraddistinguono</strong>, pensiamo al rosso Ferrari, o al rosso della Coca Cola, al blu Bmw ad esempio.<br>Come è possibile intuire i colori fanno parte della nostra vita più di quanto immaginiamo e sono determinanti in moltissimi campi, pensiamo alla moda, il design, l&#8217;architettura, la pubblicità e il marketing e anche il benessere, se pensiamo alle tecniche di cromoterapia.<br>E poi ogni colore ha uno o più significati e spesso differenti a seconda del contesto in cui sono utilizzati. Esistono colori primari, esistono colori caldi e colori freddi. Esistono poi le sfumature di colore, ed è bello che sia così. Tra un colore e un altro non vi è uno stacco, ma un continuum armonioso. Nell&#8217;associazione di colori esiste un ritmo compositivo e narrativo, così come per la scrittura o la musica. I colori infine sono emozioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E tu che colore sei? </strong>Se un colore ci attira di più di un altro, la spiegazione ha qualcosa di scientifico, e la psicologia dei colori è in grado di rilevarcelo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Infine i colori sono emozioni e le emozioni sono il sale del mondo.</em></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="294" src="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/img_chiusura_colori.jpg" alt="" class="wp-image-730" srcset="https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/img_chiusura_colori.jpg 1000w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/img_chiusura_colori-300x88.jpg 300w, https://www.cfweb.it/wp-content/uploads/img_chiusura_colori-768x226.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>
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