Lunedì, 21 Dicembre 2015

Zalando sbarca in Italia

Al confine tra le province di Pavia e Piacenza – c’erano solo terreni abbandonati. È al timone di un’azienda a conduzione familiare, la Akno, che compra appezzamenti di terra, ci costruisce magazzini a tempo record e poi li affitta alle multinazionali ch

Zalando sbarca in Italia

 

La autostrada la divide in due perfettamente. Da un lato la zona residenziale, il comune, la chiesa, i negozi. Dall’altra l’area industriale. Con un partner logistico, la Fiege, il colosso dell’e-commerce Zalando ha deciso di aprire qui un centro logistico da 22mila metri quadri. E’ il primo all’estero per un player da quasi 2,3 miliardi di euro di fatturato.

Che porta nelle nostre case qualunque tipo di accessorio (dalle scarpe alle borse, ma anche vestiti) comprato via Internet. A Berlino – il suo quartier generale – ci sono decine di italiani che vi lavorano. Dal call center (c’è un piano intero in cui la lingua di ordinanza è la nostra), all’amministrazione. Dalla contabilità all’ufficio legale. Giuseppe Tamola, appena nominato country manager per l’Italia, ha 29 anni. Sì, ventinove. Matteo Bovio è il suo portavoce. Coetaneo anche lui. Si schermiscono parlando di made in Italy. A Berlino – dicono all’unisono – si vive bene. Ma da ora in poi faranno i pendolari al contrario. Sogni, ambizioni, desideri, relazioni personali restano in Germania. Il nostro Paese semmai diventa il luogo di lavoro, il mercato di sbocco.

Il primo dove Zalando investe convintamente. Per ora sono ben visibili gli spazi ricreativi e l’avvertenza, esplicita, che ogni nuova assunzione passa per il contratto collettivo della logistica. Interrogativi legittimi dei cronisti, viste le polemiche che hanno riguardato Amazon che – vuole il caso – ha il suo hub logistico a cinque chilometri da qui: Castel San Giovanni. La sensazione è che l’Italia, e segnatamente le province di Pavia e Piacenza, si stiano riconvertendo in veri e propri distretti della logistica. Il cielo, denso di nuvole.

L’aria avvolta da una leggera foschia. Da qui i vostri regali – comprati online – partono per arrivare nelle vostre case.

Zalando ha un modello di specializzazione tutto suo. Da un garage di Berlino in dieci anni è diventato leader in un segmento di mercato che definiremmo premium. Non alto di gamma. Non le spedizioni quindi dell’alta moda. Neanche le collezioni a sconto della passata stagione. Per quelle Yoox-Net-a-Porter è una spanna avanti a tutti. Ma prodotti di stagione.

Ordinati sui portali. Con la possibilità di comprare due taglie contigue, in modo da renderne una indietro gratuitamente. Tamola assicura che con questo magazzino in due-tre giorni lavorativi la merce ordinata vi suona al citofono.

Per via del corriere espresso. Ora il limite è cinque giorni. Ed è per questo che c’è ancora qualche resistenza. Che a ben vedere si nota anche nel metodo di pagamento. In Italia più della metà delle transazioni online avviene con contrassegno.

Chi ordina paga soltanto al ritiro della merce. Poche carte di credito o ricaricabili. La gente non si fida dei pagamenti elettronici. E preferisce rimandare l’acquisto con le scarpe nell’altra mano. Ecco perché Zalando ha sentito il bisogno di avvicinarsi al nostro Paese. I margini di crescita – dice Tamola – sono enormi. Per la cultura fashion del nostro Paese. Per la ricercatezza degli abiti da indossare. Per la comodità degli acquisti in Rete.

Ora non resta che attendere che il magazzino passi all’operatività. Da gennaio sarà tutto pronto. Con un andirivieni di camion che troveranno la via per Stradella.

A Berlino immaginano un margine del 3-4%, al netto dei costi di struttura (spedizioni, personale, energia). L’automazione avverrà con calma.

L’elemento-uomo conterà ancora molto. Assunto in cooperativa.

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