Domenica, 02 Maggio 2010

Seat Pagine Gialle punta sul web e sulla posta certificata

seat_pagine_gialleNon solo directory, e cioè gli sterminati elenchi cartacei e online dove confluiscono i riferimenti di poco meno di 500mila imprese italiane. E non solo contenuti ottimizzati ad hoc per favorirne l'indicizzazione, e quindi la visualizzazione via Web, da parte dei motori di ricerca.

Seat Pagine Gialle ha cambiato pelle rispetto a qualche anno fa e la sua identità è quella di una Web agency. Anzi, più precisamente, di una «local marketing communication agency». E cioè una società che opera sul Web a tutto tondo, vendendo spazi pubblicitari e portando su Internet imprese di qualsiasi dimensione e appartenenti ai più svariati settori. Offrendo – e questa è la trasformazione più recente – avanzati servizi di marketing e comunicazione on line e cavalcando le nuove tecnologie, vedi per esempio le mappe in 3D di Tuttocittà.it e le applicazioni per trovare informazioni geolocalizzate sui negozi di una selezionata zona di una città. Seat pagine Gialle, questo l'assunto dell'intervento tenuto alla stampa oggi (mercoledi 28 aprile) dall'Amministratore delegato Alberto Cappellini, si prefigge oggi di portare, come nessun altro operatore del Web, contatti multimediali (i "lead") di valore a imprese pubbliche e private con un pacchetto di soluzioni convergenti.

Anche in chiave mobile, con il sito Pagine Gialle accessibile gratuitamente dalle principali piattaforme operative, e attraverso accordi con realtà di primo piano del mondo Internet, vedi per esempio Poste Italiane. Proprio la nuova collaborazione fra le due aziende porterà in dote alle Pmi una disponibilità di servizi di comunicazione avanzati, "appoggiati" ai siti Pagine Bianche.it e Pagine Gialle.it, che prevedono per esempio l'invio dal pc aziendale di raccomandate e telegrammi (il messaggio spedito in forma elettronica viene convertito su carta da Poste e da qui segue l'iter di spedizione e consegna tradizionale) o il pagamento dei bollettini postali premarcati. E in tempi brevi, questa la grande novità del momento, anche la possibilità di usufruire del servizio di Posta elettronica certificata, la cosiddetta Pec. Un'offerta multicanale

L'obiettivo già in corso d'opera di Seat Pg è in sostanza quello di passare da un'azienda orientata a un prodotto, le directory, a una capace di offrire un mix di pacchetti multimediali (Seat ne ha già venduti in sei mesi, a tutto marzo 2010, oltre 32mila) e di servizi Web chiavi in mano che partono da un minimo di 500 euro per arrivare a qualche decina di migliaia di euro. Abbinare in altri termini agli strumenti di visibilità (su carta, Web e servizi voce, l'89.24.24) una componente di strumenti di marketing on line che spaziano dalla creazione di siti Web al performance tracking passando naturalmente dalla pubblicità su Internet (tramite ad words e key words, per cui Seat ha un accordo con commerciale con Google).

La nuova filosofia di Spg, in estrema sintesi, è quella di crescere cavalcando un catalogo multicanale.

Come? Innovando, dice Cappellini, a livello di contenuti e di tecnologie, su tutto il fronte dell'offerta, compreso quello delle directory cartacee. Ma anche in termini di partnership e di formazione, riducendo i costi e migliorando il servizio clienti e sfruttando il paradigma che vuole gli utenti utilizzare più strumenti (digitali in primis) per trovare informazioni. Da qui un approccio multipiattaforma che ben si può descrivere con alcune cifre: il totale delle ricerche processate dai mezzi Seat (cartacei, telefonici e Web) ha superato nel 2009 quota 2,8 miliardi e sugli stessi mezzi sono stati intermediati circa 125 miliardi di euro, circa il 9% del Pil italiano. E sono infine altri numeri, quelli che la società ha iscritto nel bilancio 2009, a dare sostanza all'ambizione di essere la più grande Web agency italiana. I ricavi generati dalle attività Internet, con circa 200mila clienti e 85mila siti venduti e messi on line, sono infatti cresciuti del 20% a quota 194 milioni di euro e rappresentano oggi circa un quarto dei ricavi core di Seat (scesi del 7,7% a 859,8 milioni).

La componente pubblicità (banner e display) dei siti directory ha inciso per il 69% del fatturato, i servizi di marketing on line per il 31%, arrivando a sfiorare i 60 milioni di euro su una torta complessiva che vale in Italia già oggi circa 850 milioni di euro. La convinzione di Cappellini è che siamo solo all'inizio, perché "esiste un grande mercato, pronto a recepire. Solo il 33% delle imprese italiane ha un sito Web: le potenzialità di sviluppo sono enormi perché parliamo di circa 2,7 milioni di aziende a cui offrire servizi e soluzioni". Che sotto l'ombrello di Seat, a partire dall'autunno, comprenderanno anche voci come l'e-commerce e la brand reputation on line.

Fonte da ilsole24ore.com - Scritto Gianni Rusconi

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