Mercoledì, 10 Marzo 2010

Pubblicità, le aziende scelgono il web

pubblicita-internetDa un' inchiesta della società di analisi californiana Outsell risulta che il 2010 sarà l'anno in cui si avvereranno i presagi degli analisti e degli addetti al settore dell'informazione mondiale che già da tempo avevano auspicato una migrazione degli investimenti pubblicitari sul web, a scapito della carta stampata.

Partendo dalla premessa che, come reazione alla crisi in corso, gli investimenti pubblicitari statunitensi nel 2010 dovrebbero aumentare dell'1,2% e quindi raggiungere la cifra di 367,9 miliardi di dollari, la Outsell ha preso in analisi le strategie pubblicitarie di circa 1000 inserzionisti americani, evidenziando il campo verso il quale si stanno dirigendo, e ne ha dedotto che nell'anno in corso gli investimenti sull'online dovrebbero raggiungere quota 119,6 miliardi di dollari, mentre quelli sulla carta stampata scenderanno a quota 111,5 miliardi.

Variazioni del 9,6% in positivo per il web e del 3% in negativo per la ‘vecchia informazione' che non fanno certo segnare un sorpasso bruciante, ma confermano previsioni di lunga data e paure ancor più vecchie, che vedono la carta stampata come superata, destinata lentamente a scomparire e invece il web più dinamico, maggiormente agli occhi di tutti e anche più economico, visto che il 52,8% delle inserzioni su internet si concentrerà sui siti delle stesse aziende che decideranno di investire nella rete.

Ma la diminuzione di investimenti pubblicitari colpirà anche gli altri media tradizionali, come la televisione e la radio, che faranno segnare una diminuzione complessiva del 4%, per assestarsi ad un totale di 84,6 miliardi di dollari. "E' un momento che farà da spartiacque", afferma il vicepresidente della Outsell, Chuck Richard, nonché coordinatore dello studio condotto. "Gli inserzionisti stanno indirizzando i propri soldi verso quei canali che generano brand più efficaci" ha spiegato Richard.

"Mentre cercano di riemergere dalla recessione economica - ha concluso - gli inserzionisti hanno una maggiore responsabilità. Quindi sono alla ricerca di un numero più vasto di opzioni per distribuire i propri dollari". Vedremo nei prossimi mesi se i fatti confermeranno le previsioni e, nei prossimi anni, se i media tradizionali riusciranno a riscattarsi da questa lenta recessione e a trovare nuove strade per non affondare nell'informazione globalizzata della new economy.

Fonte da agenziaradicale.it - Scritto da Maurizio Martone

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