Martedì, 28 Settembre 2010

Hacker cinesi in Gmail Google allerta i suoi utenti

Si tratta di casi sporadici o di un nuovo attacco di massa partito dal paese del Dragone? Il gigante Usa non chiarisce ma intanto comincia a segnalare i possibili accessi non autorizzati.

GLI HACKER cinesi riprendono ad attaccare Gmail. Il servizio di posta elettronica di Google, tra i più utilizzati al mondo, sta in questi giorni registrando diversi accessi sospetti ad account privati da parte di computer localizzati nel paese asiatico. A segnalare il problema è il blog specializzato Threat Post 1, della società di sicurezza informatica Kaspersky, che ha individuato numerosi casi di utenti la cui casella è stata violata.

A chiarire se la casella su Gmail è stata visitata da altri ci pensa Google stessa. In caso di accessi sospetti, il sistema visualizza un banner rosso che recita "Attenzione, crediamo che di recente qualcuno abbia visitato il tuo account dalla Cina". Si tratta di un'opzione introdotta il marzo scorso 2 che notifica possibili pericoli se ci sono login da zone troppo lontane del pianeta: se ad esempio guardo la posta dall'Italia, dopo due ore qualcuno la legge dall'India e poco dopo la riapro dall'Italia, allora il sistema segnala il possibile accesso non autorizzato. Ogni navigatore che usa Gmail può comunque verificare in ogni momento quale IP ha avuto accesso alla sua posta elettronica e quando lo ha fatto cliccando sul link "dettagli" in fondo alla pagina delle mail.

Secondo le informazioni raccolte da Threat Post, gli utenti che hanno visto attaccata la propria mail provengono da tutti i continenti e non hanno legami evidenti ne tra di essi ne con la Cina. Solo un caso meriterebbe un'attenzione particolare rispetto agli altri: l'email di Alexander Hanff, un avvocato di Privacy International Uk, che ha di recente tenuto un discorso sulla libertà di espressione e sui diritti umani in Cina ed Europa.

Interrogata sulla vicenda, Google ha preferito non rilasciare commenti sugli ultimi episodi. Impossibile sapere quindi se si tratta solo di casi sporadici o di un nuovo attacco di massa partito dal paese del Dragone. I rapporti tra il motore di ricerca e la Cina non sono infatti buoni e sono passati solo pochi mesi dall'operazione "Aurora", l'attacco degli hacker cinesi a decine di colossi dell'informatica (tra cui Google) con l'obiettivo di carpirne segreti industriali e di violare la corrispondenza privata di attivisti per i diritti umani. Hacker che, con ogni probabilità, erano stati mandati all'attacco dalle stesse autorità cinesi.

In seguito a quell'episodio la tensione tra Google e l'autorità cinese toccò il suo massimo, con il motore di ricerca che prima eliminò i filtri censori dal suo motore locale, fino a chiudere del tutto bottega e dirottare il traffico cinese verso il sito di Hong Kong libero da censure. Una delle ultime mosse del gigante di Mountain View è stata la pubblicazione a livello internazionale del "Trasparency Report 3" che permette in ogni momento di sapere quali dei suoi servizi sono bloccati in ogni paese del mondo.

Nel caso cinese, oltre al già citato motore di ricerca, il sito di video sharing YouTube risulta inaccessibile dal 23 marzo del 2009. Poche settimana fa era stata la società di sicurezza Symantec a segnalare il possibile ritorno 4 degli hacker dell'operazione Aurora, dimostrato da una serie di attacchi riconducibili a quelli di fine 2009. Ma se la violazione degli account di Gmail è opera loro o solo una coincidenza non è ancora possibile saperlo.

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Francesco Cortese / Giuseppe Montesanti


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