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Sabato, 31 Agosto 2013

Facebook, come potrebbe cambiare la privacy

Il social network ha reso noti due documenti aperti che spiegano la nuova politica di gestione di dati sensibili e diritti-doveri degli utenti. Facciamo un punto

Facebook, come potrebbe cambiare la privacy

Dopo l'annuncio in pompa magna di Internet.org, il progetto per connettere a Internet chi ancora non ce l'ha, Facebook affronta questioni molto più tecniche e spinose. Il 29 agosto, il social network ha diffuso le bozze di aggiornamento che riguardano la Normativa sull'utilizzo dei dati e la Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità. In pratica, i due capisaldi che definiscono come sono trattate le informazioni degli utenti dall'azienda di Menlo Park. Ma la maggior parte delle novità sarebbe a beneficio degli inserzionisti pubblicitari e della personalizzazione delle offerte sponsorizzate.

Come accennato, si tratta di due bozze che Facebook ha messo a disposizione dei propri utenti per raccogliere pareri e suggerimenti. A quanto dicono i primi commenti, gli utenti italiani non le avrebbero accolto particolarmente bene. Le perplessità riguardano soprattutto la possibilità che le foto dei profili siano utilizzate a scopo di promozione pubblicitaria senza più alcun limite. Non è ancora chiaro se Facebook cederà o meno alle proteste dilagate online, visto che di mezzo c'è la necessità di rendere il social network più appetibile agli occhi di nuovi inserzionisti.

Le novità non finiscono qui: scorrendo le bozze in pdf dei due documenti originali in lingua inglese (Statement of Rights and Responsibilities e Data Use Policy) si individuano facilmente le aggiunte e cancellazioni (scritte in rosso) introdotte rispetto alla versione precedente del dicembre 2012. Da notare che lo scorso inverno Facebook aveva già suscitato l'ira degli utenti proponendo alcune modifiche sostanziali della privacy. A quanto pare Zuckerberg non ha mollato l'osso. Ecco nel dettaglio quali sono i cambiamenti che si prospettano all'orizzonte.

Pubblicità con le foto del profilo

Facebook può associare il nostro profilo a inserzioni sponsorizzate, a patto che le impostazioni sulla privacy impostate da noi stessi non glielo vietino. La bozza di agosto elimina questa possibilità e obbliga gli utenti ad accettare che, prima o poi, il nostro nome, profilo e contenuti possano finire allegati a un annuncio confezionato su misura. Tutto ovviamente senza compensi da parte del social network. L'unico modo per evitare la diffusione incontrollata di post e foto è renderli visibili solo a cerchie ristrette di amici. Gli account dei minorenni sono esentati dalla sponsorizzazione a meno che uno dei genitori non dia il consenso esplicito.

Unificata la pubblicità

Il cambiamento più radicale è avvenuto nella sezione pubblicitaria, in cui Facebook ha cancellato ogni differenza tra storie e annunci sponsorizzati, ribattezzando l'intera sezione con il titolo onnicomprensivo di Advertising. Nello specifico, Facebook vuole ridurre la possibilità degli utenti di limitare l'associazione che viene fatta tra il proprio profilo e gli annunci pubblicitari. Oggi le opzioni legate alle inserzioni ci permettono di scegliere se vogliamo o meno che i nostri amici vedano tra gli aggiornamenti pubblicità associate al nostro nome e a hobby, luoghi, film e interessi che ci riguardano (o che Facebook intuisce abbiano a che fare con noi).

Nella nuova bozza proposta da Facebook è stato rimosso il paragrafo che fa riferimento a questa possibilità. Il social network ha affermato che tutelerà l'utilizzo delle nostre informazioni di profilo su siti terzi (di fatto i plugin sociali di Facebook portano le nostre informazioni fuori dal loro contesto) con uno statement che si può leggere sempre nelle opzioni legate alle inserzioni: “Facebook non consente alle applicazioni di terzi e alle reti pubblicitarie di usare il tuo nome o la tua immagine nelle inserzioni. Se lo dovessimo consentire in futuro, sarai tu a indicare quali delle tue informazioni potranno essere usate scegliendo un'impostazione specifica”.

Viceversa, le inserzioni dirette ai propri amici su Facebook non sono tutelate allo stesso modo e si rifanno direttamente alle impostazioni sulla privacy che scegliamo noi. In pratica se scrivete un post pubblico in cui lodate un ristorante di sushi a Milano, potreste ritrovare il vostro nome e contenuto appaiato a un annuncio sponsorizzato che invita i vostri amici a fare come voi e usufruire, per esempio, dell' offerta sashimi della settimana.

Nessuno sa ancora come verrà regolata questa funzione di sponsorizzazione, perché si tratta di un caso unico tra i vari aggiornamenti: laddove ogni altro capitolo è stato modificato punto per punto e lettera per lettera, quello sull' advertising è stato cancellato in blocco – ma è ancora visibile – e riscritto completamente alterando l'ordine dei paragrafi. Ecco perché valutare la portata delle modifiche all'interno di questa sezione risulta difficile.

Facebook raccoglie sempre più dati privati

Secondo la bozza del Data Use Policy, il social network potrà acquisire informazioni anche dalle email con cui gli utenti comunicano con i suoi uffici. Inoltre, Facebook acquisisce altre informazioni come tipo di computer utilizzato, sistema operativo e numero di cellulare. Inoltre, giusto per precisare che le informazioni di contatto vanno gestite attentamente, il social network ha puntualizzato che chiunque potrà contattarci utilizzando il nostro indirizzo di base Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Il foto-tagging adesso riguarda tutti

Facebook suggerisce ai nostri amici in quali foto taggarci dopo averle paragonate con quelle già contenute nei loro album. In pratica, dopo il primo tag sarà sempre più facile che l'algoritmo di riconoscimento facciale faccia centro. Con i nuovi aggiornamenti, al momento del tagging il social network farà riferimento anche alla nostra foto del profilo.

Occhio ai commenti

Rispondere a un post visibile solo da amici ristretti può trasmettere un certo senso di protezione: nonostante ci troviamo su un profilo – e non in chat privata – solo poche persone possono leggere cosa scriviamo. Tuttavia, se il profilo che ha iniziato la conversazione cambia la visibilità del post sulla propria bacheca rendendolo pubblico, anche i vostri commenti diventeranno tali. In pratica potrà leggerlo chiunque.

Le app esterne conservano i nostri dati

Ogni giorno connettiamo il nostro profilo Facebook a decine di app differenti, da Twitter fino a Pinterest e diversi siti come Wired. Quando interrompiamo la sincronizzazione dei dati privati, le terze parti non ricevono più informazioni aggiornate, ma potrebbero continuare a conservare tutto il database che hanno raccolto fino a quel momento sul nostro conto. Facebook non garantisce per noi: per essere certi che ogni dato sia stato cancellato, dobbiamo contattare di persona i servizi esterni.

L'embargo diventa totale

Finora agli utenti provenienti da alcuni paesi oggetto di embargo da parte del governo degli Stati Uniti o inseriti nella lista speciale del Dipartimento del Tesoro era vietata qualsiasi tipo di attività commerciale su Facebook. Con le nuove regole, l'utilizzo del social network è proibito totalmente in caso esista una moratoria relativa all'utilizzo di software e prodotti statunitensi.

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