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Venerdì, 18 Settembre 2009

E-commerce, oltre metà dei siti è irregolare

Indagine della Commissione europea su quelli che offrono prodotti elettronici

internetBRUXELLES
Oltre la metà dei siti Internet che in Europa commercializzano prodotti elettronici non rispettano (in diverse misure) le normative del settore. Lo rileva un'indagine della Commissione europea, presentata oggi dalla commissaria ai Consumatori Maglena Kuneva.

«Abbiamo condotto questa indagine in collaborazione con le Autorità nazionali per numerosi motivi - ha spiegato Kuneva -: si tratta di un mercato che vale 7 miliardi; i prodotti elettronici sono quelli maggiormente acquistati su internet; riceviamo moltissimi reclami da parte dei cittadini, uno su tre sugli acquisti effettuati su internet riguarda prodotti elettronici».

Secondo la commissaria i risultato dell'indagine sono stati «molto deludenti» e si è verificato che le aspettative dei consumatori sono anch'esse «molto deluse».

Infatti ben il 55% dei siti monitorati (369 in Europa, 17 in Italia) in misura più o meno grave, siti 'grandì e siti 'piccolì non rispettano le norme legali che esistono in Europa. Si tratta di 203 siti nei Paesi Ue e 6 in Italia.

Secondo l'indagine il 66% di questo 55% non visualizzano le informazioni obbligatorie sui diritti dei consumatori, come il diritto a restituire il bene acquistato entro sette giorni senza fornire motivazioni al venditore (ma alcuni Stati concedono agli acquirenti tempi anche maggiori). «Questa è una tutela prevista per chi compra su internet, perchè a differenza di chi va in negozio non può valutare direttamente il bene che sceglie di comprare», spiega Kuneva.

Un 45% delle violazioni riguarda poi le informazioni ingannevoli o incomplete sui costi totali, compresi quelli di spedizione, come prevede la normativa in vigore. «Alle vote delle offerte mascherano spese di spedizione che superano quelle del bene acquistato, e per il consumatore è impossibile verificarlo prima di aver effettuato il pagamento», dice la commissaria.

Un terzo dei siti contestati, il 33%, non fornisce invece dettagli completi sul commerciante, «e questo è grave, perchè diventa impossibile reclamare in caso di insoddisfazione», spiega Kuneva.

La Commissaria si augura ora che ogni Stato, come hanno fatto Islanda, Norvegia e Lettonia, pubblichi l'elenco dei siti irregolari, «solo loro possono farlo - ha spiegato - e noi abbiamo bisogno di questa collaborazione».

Fonte da lastampa.it

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