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Giovedì, 09 Aprile 2009

Cybercimitero per i siti 'morti' del Web

Tanti i siti Internet che nascono e altrettanti che muoiono. Ecco una lista di siti che sono passati a 'miglior vita'. Il Web oggi è popolato da milioni di siti Internet: alcuni nascono e hanno vita lunga, altri, invece si spengono in poco tempo.
Basta pensare alla Cambridge coffe pot cam, la prima Web cam di tutti i tempi, ideata da due studenti che, per controllare il caffè sul fuoco, senza allontanarsi dalla propria postazione, inventarono questa “diavoleria” informatica. Ma nel 2001, il sito ospitante la pot cam si trasformò in un sorta di santuario, per poi passare alla storia attraverso una pagina di Wikipedia. I siti, dunque, vanno incontro a ciò che viene definita “morte virtuale”: tante pagine, tanti blog che cadono in disuso o semplicemente vengono chiusi per rimpiazzarli con altri.

The Indipendent, famoso quotidiano britannico, ha pubblicato una classifica dei siti che hanno avuto vita breve nel Web. Webvan.com, sito americano che effettuava consegne alimentari è nato nel 1999 ed è morto nel 2001. HotBot.com, un motore di ricerca lanciato nel 1996 e sparito nel 2002. Ma nella lista figurano anche siti più noti come Compuserve, Lycos, Excite, Geocities, Etoys e Netscape. In Italia, per esempio, sono “deceduti” siti commerciali come Zivago.com, creato da Kataweb e Feltrinelli e Jumpy, portale lanciato da Mediaset, di cui rimangono solo qualche account mail.

Questa classifica infinita vede anche la scomparsa di Virgilio.it, portale di Telecom Italia e de Il Nuovo.it, magazine online di informazione, tramontato troppo precocemente. Anche siti come AnimeDb, che permetteva la visualizzazione in streaming di film e telefim, e Colombo-bt.org,un indirizzo di bit Torrent che consentiva lo scambio peer-to-peer di film e musica, sono stati chiusi definitivamente.

Internet divora velocemente ciò che crea, perché è diventato uno strumento accessibile a tutti a costi bassi: si creano siti e hanno un'aspettativa di vita che lascia il tempo che trova. Basti pensare a Second Life, che è durato solo 3 anni, a casa di un tragico crollo di contatti. Ma anche l'attualissimo Facebook, che si presenta come uno dei siti più affollati del mondi, rischia di essere sopraffatto da Twitter.

Altri portali, invece, come eBay, Amazon e Google sembrano avere vita lunga. Per tutti gli altri, invece, nasce un cybercemetery, un cimitero virtuale, creato negli Stati Uniti nel 2007, per ospitare tutti quei siti internet ormai deceduti.

Ma non è l'unico: c'è anche Ghostsites, che cataloga tutti i siti andati in malora, dedicando loro anche un necrologio personalizzato.

Fonte da Ciaopeople.com - Scritto da Daniela Caruso

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